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È la donna che tiene le redini della moralità1 minuti di lettura

Giambattista Tiepolo, “Immacolata Concezione”, olio su tela, 115×170 cm, 1768. Madrid, Museo del Prado [immagine in evidenza]

La Nuova Eva, ovvero il Modello autentico della donna.

Dalla donna, specie dalla donna che non rispetta se stessa, non può che venire una prole viziosa e una società corrotta, dalla quale Dio si ritira e nella quale Satana ara e semina i suoi triboli che vi fanno disperare.

Per corrompere la società, occorre corrompere i costumi (“costumi” anche in senso letterale). E per corrompere i costumi, occorre corrompere la donna. Chi tiene le redini della moralità – a livello micro e macroscopico – è la donna. Un uomo può anche essere (come è diventato, dopo il peccato) debole, ma se la donna è di facili costumi, l’uomo riterrà questo – questo suo atteggiamento – il “via libera” per cadere (al di là della debolezza da cui parte).

È come se l’uomo – l’uomo che asseconda la sua debolezza, chiaro – andasse solo avanti. Se la donna non è risoluta, nell’indietreggiare, nel ritrarsi, non solo perirà lei, ma farà perire anche la sua controparte maschile. Così l’umanità – maschio e femmina – sarà totalmente corrotta.

L’altro giorno, un amico mi riferiva un proverbio locale che recita, più o meno: un uomo non si avvicina se una donna non lo chiama con gli occhi. Proprio così! Basta uno sguardo. “Stiamo parlando di cose profondissime e inconsce”, aggiungeva lui, ma di segnali – completo io – che realmente vengono percepiti e realmente producono nelle anime effetti nefasti.

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